CREDITO DI IMPOSTA 4.0: UNA OPPORTUNITÀ’ PER LA CRESCITA AZIENDALE

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La formazione 4.0 ha porte aperte anche nel 2019 con la proroga introdotta nella Manovra di bilancio 2019.

L’agevolazione in questione prevede un credito d’imposta a favore delle imprese che sostengono spese per la formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie, previste dal “Piano nazionale industria 4.0”.

La norma dispone la proroga del credito d’imposta per la formazione 4.0 “a tutto il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2018” e, dunque, al 2019.

Il credito d’imposta per la formazione 4.0 è una chance di “risparmio” fiscale per le imprese e un’opportunità di crescita per i lavoratori.

 

BONUS FORMAZIONE

Il bonus formazione 4.0 è stato introdotto dalla precedente Legge di Bilancio, ovvero quella del  2018 e precisamente con la Legge n.205 del 27 dicembre 2017, articolo 1 – Comma 46 e 56.

Le disposizioni applicative sono contenute nel D.M. del 4 maggio 2018 del Ministero dello Sviluppo Economico e dalla relativa relazione illustrativa.

Un ulteriore intervento ha poi sciolto la matassa in cui erano rimaste intrappolate le modalità pratica per accedere, si tratta della Circolare del MISE di dicembre 2018 che evidenza degli aspetti applicativi legati all’agevolazione.

Il credito d’imposta è concesso in relazione ai costi sostenuti per la formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie – come previsto dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

 

BENEFICIARI

Sotto il profilo soggettivo possono beneficiare del credito d’imposta le imprese che investono in iniziative di formazione del personale dipendente.

Prima del D.M. attuativo il beneficio era esteso a tutte le imprese. Dopo il decreto del 4 maggio 2018 la possibilità di utilizzazione del credito di imposta è stato esteso a tutte le imprese, incluse le stabili organizzazioni e gli “enti non commerciali” – che esercitano attività commerciali relativamente al personale dipendente impiegato anche non esclusivamente in tali attività.

Sotto il profilo soggettivo dei destinatari, sono ammessi fra i soggetti riconosciuti a cui è destinata la formazione 4.0 sia i lavoratori subordinati che lavoratori in apprendistato (anche se questi ultimi limitatamente ad alcune attività specifiche).

 

SPESE AMMESSE

Le spese di formazione agevolabili sono quelle relative alle attività relative all’acquisizione delle competenze e al consolidamento delle conoscenze delle tecnologie – previste dal Piano nazionale Industria 4.0, secondo quanto indicato nel D.M. del 4 maggio 2018.

Tra le tante sono – per esempio – ammesse quelle relative a spese per la formazione in ambito:

  • Big data e analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione e realtà aumentata (RA);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva;
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

Dopo il decreto attuativo di maggio 2018 l’elenco delle spese ammesse potrebbe essere ampliato rispetto a quelle indicate, posto che è stato prevista la possibilità di integrare l’elenco delle attività di formazione con successivi decreti.

Una novità importante in seno al credito d’imposta per la formazione è stata introdotta poi dalla circolare n. 412088/2018 del MISE che ha dichiarato ammissibile fra le attività ammesse alla formazione anche quelle correlate ai corsi di formazione on-line, ovvero quelle comunemente conosciute come attività di formazione in e-learning.

Le spese relative alla formazione sono ammissibili a condizione che il loro svolgimento sia espressamente regolamentato nei contratti collettivi aziendali o territoriali depositati presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente. Inoltre, è necessario rilasciare l’attestazione dell’effettiva partecipazione alle attività formative agevolabili a ciascun dipendente mediante un’apposita dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’impresa.

 

ENTITA’ DELL’AGEVOLAZIONE

La percentuale di agevolazione nella nuova manovra di bilancio è stata rimodulata dalla e correlata alle dimensioni dell’impresa.

Il beneficio, come indicato al comma 78 dell’art.1 della Legge di Bilancio 2018, è riconosciuto adesso in relazione:

  • alla percentuale di spesa di formazione agevolabile per dimensione impresa
  • a un nuovo limite massimo di spesa annua

Per prima cosa occorre segnalare che i parametri sono correlati alla classificazione dell’impresa, in relazione alla dimensione della stessa e differenziati tra piccole e medie, nonché per le grandi imprese – così come individuate ai sensi dell’allegato I al regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014 secondo quanto disposto dal Regolamento UE n.651/2014 e precisamente:

  • per Micro e Piccole imprese la misura del credito è pari al 50% con limite annuo di euro 300.000
  • per Medie imprese la misura del credito è pari al 40% con limite annuo di euro 300.000
  • per Grandi imprese la misura del credito è pari al 30% con limite annuo di euro 200.000

 

In merito agli aspetti pratici l’applicazione del credito di imposta segue alcune regole formali, quali:

  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo;
  • non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’Irap;
  • non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi, cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR n. 917 del 2016;
  • è utilizzabile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti esclusivamente in compensazione “orizzontale”, mediante il modello F24 – ai sensi dell’articolo 17 del DLgs n.241/1997.
  • non soggiace ai limiti di compensazione, di cui alla Legge n.244/2007 e n.388/2000.

PROFILI APPLICATIVI

Sotto i profili applicativi dell’agevolazione e gli ambiti attuativi del “nuovo” credito d’imposta per la formazione nelle tecnologie 4.0 la Legge di Bilancio 2019 rimanda, in quanto compatibili, alle disposizioni del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 4 maggio 2018 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143/2018).

Le disposizioni attuative della attuale versione del credito di imposta formazione 4.0 fanno capo a due provvedimenti: il DM del 04/05/2018 e la Circolare MISE n. 412088 del 03/12/201.

Il primo indica le disposizioni applicative del credito d’imposta, in esso sono forniti chiarimenti su alcuni aspetti fondamentali sotto il profilo applicativo:

  • beneficiari dell’agevolazione
  • beneficiari delle attività di formazione;
  • attività di formazione
  • soggetti esterni: ovvero soggetti terzi a cui rivolgersi per demandare le attività inerenti della formazione;
  • costo aziendale: individuazione delle spese ammissibili ai fini del credito d’imposta;
  • autonomia rispetto dall’iperammortamento: il credito d’imposta è riconosciuto alle imprese indipendentemente dal fatto che le stesse hanno effettuato investimenti in beni materiali su cui si applicano iperammortamento o superammortamento;
  • compensazione: utilizzo del credito di imposta “in compensazione” tramite il modello F24

La Circolare n. 412088 del Mise, ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alle regole da seguire per applicare il benefici anche in merito agli aspetti operativi.

Di seguito epiloghiamo le note di maggior rilevi indicate nel documento di prassi citato:

  • FORMAZIONE ON-LINE: sono state ammesse fra le attività di formazione per le quali spetta il credito d’imposta, quelle svolte “on line” o “e-learning”. Per questa tipologia di formazione la Circolare precisa che la possibilità di utilizzo dei corsi “e-learning” e in “streaming” impone alle imprese l’onere di adottare strumenti di controllo opportuni per la verifica delle attività di formazione telematica – aventi un alto grado di certezza. A tal fine è richiesto di mettere in campo corsi che abbiano un’architettura informatica tale da garantire una verifica della presenza del corsista con controllo interattivo e test per verificare la presenza del “lavoratore”. Quest’ultimo sarà chiamato a rispondere a una serie di domande; i test previsti durante la formazione saranno effettuati durante il corso – con 4 momenti di verifica per ogni ora di corso – e al termine dello stesso – mediante una sessione finale di test. Durante l’iter di verifica saranno posti quesiti attinenti all’argomento oggetto della formazione a distanza con una struttura a risposta multipla.
  • CUMULABILITÀ CON ALTRI BENEFICI: sono state fornite necessarie indicazioni in merito alla possibilità di fruire del credito d’imposta formazione 4.0 pur beneficiando di altri aiuti di Stato
  • FORMAZIONE INFRAGRUPPO: sono state previste alcune modalità semplificate, in ambito di obblighi formali e documentali, per le attività riferite a gruppi societari legati relativamente a un progetto unitario di formazione a cui partecipano dipendenti di imprese diverse.
  • TERMINE DI DEPOSITO dei contratti collettivi aziendali o territoriali: sono state fornite indicazioni in merito ai termini e alle modalità necessarie per l’applicabilità della disciplina. In primo luogo è stato chiarito che la condizione per l’ammissibilità del beneficio è lo svolgimento delle attività formative 4.0 deve essere espressamente disciplinato nei contratti collettivi aziendali o territoriali depositati, presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente. Poi, è disposto che a ciascun dipendente deve essere consegnata l’attestazione dell’effettiva partecipazione. Inoltre, in merito al termine è specificato che il deposito può avvenire anche successivamente allo svolgimento delle attività formative, ma comunque entro la data del 31 dicembre 2018.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha comunicato in una nota del 6 dicembre che sul proprio portale è disponibile un “applicativo” che permette di depositare telematicamente i contratti collettivi di secondo livello, sia aziendali che territoriali, necessari per poter fruire al credito d’imposta per la formazione 4.0.

 

CUMULO

Il credito d’imposta per la formazione 4.0 è cumulabile con altri incentivi alla formazione, secondo quanto disposto dall’art.8 del decreto attuativo, aventi a oggetto le stesse spese ammissibili, nel rispetto della misura massima degli aiuti disposti dal regolamento (UE) n. 651/2014.

La circolare MISE di dicembre 2018 è intervenuta in tale ambito fornendo un più ampio scenario.

Ha chiarito che il credito d’imposta è cumulabile senza limitazioni con i contributi ricevuti dall’impresa per i Piani formativi finanziati dai “Fondi interprofessionali” che escludono dai costi ammissibili i costi del personale discente che partecipa alle attività di formazione. In questa fattispecie l’impresa può, quindi, sommare i benefici derivanti dall’applicazione dei diversi incentivi- con medesime finalità – senza che le relative misure interferiscano tra di loro.

Ma il cumulo è iscritto in un perimetro ben definito, quando siamo in presenza di un aiuto con medesime finalità e che ha per oggetto anche i costi del personale impegnato nelle attività di formazione.

In tal caso, si tratterebbe di due aiuti aventi la medesima finalità e riguardanti lo stesso progetto, ma aventi a oggetto costi ammissibili diversi. Pertanto, l’impresa ai fini della cumulabilità dovrà verificare che i 2 incentivi non superino l’intensità massima prevista dallo stesso regolamento per gli aiuti alla formazione (ovvero il 50% di tutti i costi ammissibili nella generalità dei casi).

Infine, come indicato nella circolare del Mise, se il credito d’imposta “formazione 4.0” interessi personale dipendente in relazione al quale l’impresa benefici anche di altri aiuti concessi per finalità diverse  – come, ad esempio, nel caso di un aiuto concesso per l’assunzione di un lavoratore svantaggiato che sia impegnato anche nelle attività di “formazione 4.0”- il calcolo del beneficio spettante deve essere effettuato assumendo la retribuzione lorda maturata in relazione alle ore o alle giornate di formazione, al netto della quota di retribuzione coperta dall’aiuto all’assunzione.

 

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