CREDITO D’IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO

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A partire dal 2015, con un forte progresso nel 2016 e sino al 2020 il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato diversi miliardi di euro per stimolare la spesa privata in ricerca e Sviluppo per innovare processi e prodotti e garantire la competitività futura delle imprese, mediante l’utilizzo di fondi comunitari.

Si tratta di un Credito d’imposta del 50% su spese in Ricerca e Sviluppo, riconosciuto fino a un massimo annuale di 20 milioni di euro/anno per ogni azienda e calcolato sull’incremento rispetto ad una base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo negli anni 2012 – 2014.

Il credito d’Imposta può essere utilizzato a copertura di tutte le imposte ed i contributi pagabili mediante F.24 dal periodo successivo rispetto alla fine dell’esercizio preso in esame.

Sono agevolabili tutte le spese relative a:

Investimenti in R&S agevolabili (art. 2 DM):

  1. lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti [cd. “ricerca fondamentale”];
  2. ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, a esclusione dei prototipi di cui alla lettera c) [cd. “ricerca industriale”];
  3. acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati
  4. produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi.

 Costi eleggibili:

  • Costi per personale impiegato nell’attività di ricerca. Si intende il costo effettivamente sostenuto per l’effettivo impiego in attività di R&S (tutte le componenti del costo del lavoro sostenuto dall’impresa, quindi retribuzione lorda prima delle imposte, contributi obbligatori, TFR, premi di produzione);
  • Attrezzature di laboratorio, quote di ammortamento di strumenti per la ricerca (se acquistati in leasing i canoni annuali comprensivi di maxi rata);
  • Competenze tecniche molto ampie (tra cui costi per dipendenti e professionisti tecnici) e privative industriali. Per privative industriali si può intendere, a titolo esemplificativo: spese sostenute per l’acquisizione di conoscenze e informazioni tecniche (beni immateriali) – quali ad esempio le spese per conoscenze tecniche riservate, risultati di ricerche già effettuate da terzi, “contratti di know-how”, “licenze di know-how”, programmi per elaboratore tutelati da diritto d’autore (software coperti da copyright) – diverse dalle “privative industriali”, comunque finalizzate alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili, oppure Privative industriali, anche acquisite da fonti esterne, relative a un’invenzione industriale;
  • Contratti di ricerca con Università, enti di ricerca, imprese, Start-up e PMI innovative.

Spese per certificazione contabile, fino a un limite di 5.000 euro per ciascun periodo di imposta per il quale si intende fruire dell’agevolazione, solo per le imprese che non sono soggette a revisione legale dei conti. Tali spese di certificazione si aggiungono al credito di imposta spettante

Il beneficio fiscale è generato dalla differenza positiva tra l’ammontare complessivo delle spese per investimenti in attività di ricerca e sviluppo e la media annuale delle medesime spese realizzate nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015”;

  • Il periodo di osservazione per il calcolo della media aritmetica è fisso e corrisponde ai tre periodi di imposta che precedono il primo periodo di applicazione dell’agevolazione (triennio 2012-2013-2014 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare);

Tale beneficio è cumulabile con:

  • Superammortamento e Iperammortamento
  • Nuova Sabatini
  • Patent Box
  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE)
  • Incentivi agli investimenti in Start up e PMI innovative
  • Fondo Centrale di Garanzia

Inoltre, come indicato nella Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 66/E del 03/08/16, per quanto riguarda la valorizzazione dei costi inseribili nelle attività di ricerca e sviluppo gli stessi vanno assunti “al lordo” di altri contributi pubblici o agevolazioni ricevuti sui medesimi costi, attesa l’assenza di un divieto di cumulo dell’agevolazioni in questione con altre misure di favore. In ogni caso, l’importo risultante dal cumulo non può essere superiore ai costi sostenuti.

Possono accedere:

  1. Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa (imprese, enti non commerciali, consorzi e reti d’impresa), indipendente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano;
  2. Imprese Italiane o imprese residenti all’estero con stabile organizzazione sul territorio italiano che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo in proprio o commissionano attività di Ricerca e Sviluppo;
  3. Imprese italiane o imprese residenti all’estero con stabile organizzazione sul territorio italiano che svolgono attività di Ricerca e sviluppo su commissione da parte di imprese residenti all’estero.

Il credito di Imposta è immediatamente utilizzabile dal giorno stesso della Certificazione per l’anno contabile successivo. Ovvero le spese del 2018 potranno essere certificate e utilizzate a partire dal 1° gennaio 2019. E cosi per gli anni successivi.

La Manovra di Bilancio 2019 ha modificato parzialmente questa misura agevolativa riducendo per alcune tipologie di spese la percentuale di contributo ma aggiungendo alcune spese e costi prima non rientranti. Per l’esercizio 2019 verrà svolta prossimamente una analisi maggiormente dettagliata della quale vi daremo puntuale aggiornamento.

Vi invitiamo a visitare il nostro sito www.piccolocafagnaassociati.it al fine di ottenere informazioni più dettagliate. Inoltre lo studio Piccolo&Cafagna è sempre a vostra disposizione per verificare le vostre idee ed accompagnarvi nella realizzazione anche con il sostegno di finanza pubblica dei vostri progetti imprenditoriali.

Per la verifica della vostra idea progettuale oppure per ulteriori approfondimenti potete contattare il nostro STUDIO ubicato a Barletta al viale G. Marconi n. 8, ai seguenti recapiti:

telefono studio: 0883 333228

mail: studio@piccolocafagnaassociati.it

roberto.piccolo2@gmail.com

 

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