Brevetto Unico Europeo approvato: cosa cambia per le imprese italiane

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Il Governo ha dato attuazione alle disposizioni europee sul Brevetto Unico Europeo. Da ora sarà più facile ed economico tutelare un marchio/brevetto in tutti i Paesi membri.

Il Consiglio dei Ministri del 14 febbraio ha approvato il Brevetto Unico Europeo in via definitiva, dando così applicazione alle disposizioni europee che puntano a migliorare la protezione dei marchi e dei brevetti in tutti i Paesi membri dell’Ue.

Il vantaggio principale del Brevetto Unico Europeo è che alle aziende basterà presentare una sola domanda di registrazione del marchio e, quindi, pagare i costi relativi in un’unica soluzione, avendo una copertura su tutto il territorio europeo, anziché pagare 26 volte, una per ogni Stato aderente.

Con il Brevetto Unico Europeo le regole sulla tutela della proprietà industriale vengono armonizzate sotto ogni punto di vista, tanto formale che sostanziale, anche se per l’Italia c’è una nota negativa: nonostante le forti opposizioni, la lingua italiana non è stata prevista tra quelle ufficiali consentite per inoltrare la domanda di protezione del marchio/brevetto. Dunque, resta il trilinguismo inglese, francese e tedesco.

Un marchio d’impresa può essere definito da una molteplicità di segni distintivi, che comprendono ad esempio il rumore o l’odore: è una delle novità relative alla normativa europea sulla tutela di marchi e brevetti che l’Italia ha recepito, con due specifici decreti legislativi – approvati in CdM ed in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – che armonizzano le regole italiane a quelle comunitarie.

Tecnicamente, il Governo ha approvato l’attuazione della direttiva UE 2015/2436, del Regolamento Ue 2015/2424, e della delega prevista dall’articolo 4 della legge 163/2017.

Marchi

Il primo decreto attua la direttiva europea UE 2015/2436 in materia di marchi d’impresa. Entro sette anni, i diversi ordinamenti nazionali dovranno superare le attuali disparità per i titolari di marchi, ad esempio in tema di diritti derivanti dal marchio e soprattutto di applicazione della tutela a nuovi tipi di marchio, che vada oltre la semplice grafica.

Il marchio d’impresa si potrà infatti riferire a tutte le caratteristiche di un prodotto o servizio: nomi di persone, disegni, lettere, cifre, colori, forma, confezionamento, suoni, odori. Un’innovazione che amplia la possibilità per le aziende di difendere i propri prodotti dalle imitazioni. In alcuni casi servirà quindi una nuova procedura amministrativa (alternativa a quella giudiziaria) per la decadenza di un marchio non più in uso o la dichiarazione di nullità dei marchi.

Ci sono poi regole più stringenti per la tutela dei marchi e controlli più severi alle frontiere. In particolare:

  • la tutela viene ampliata anche all’imballaggio e a ciò che è stampato sull’involucro esterno della confezione o del prodotto;
  • divieto di registrazione marchi in caso di conflitto con denominazioni di origine e indicazioni geografiche (DOP/IGP), indipendentemente dal settore (vini, bevande spiritose, prodotti agricoli e alimentari ecc.), con menzioni tradizionali protette relative ai vini (MTV) e specialità tradizionali garantite (STG) tutelati dalla legislazione dell’Unione. ; Il Brevetto Unico Europeo, inoltre, prevede norme più severe per la proteggere i prodotti Dop(Denominazione di origine protetta) o Igp(Indicazione geografica protetta), importanti soprattutto per la tutela di vino, olio e formaggi;
  • protezione rafforzata per marchi che godono della reputazione in uno Stato membro;
  • possibilità di sequestro alla frontiera delle merci contraffatte (anche se solo in transito);
  • divieto di svolgere atti preparatori alla contraffazione.

Brevetti

Il secondo decreto legislativo approvato attua la delega di cui all’articolo 4 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 in materia di brevetti (cooperazione rafforzata e tribunale unificato). E’ prevista una giurisdizione unica per tutti i paesi UE con competenze che riguardano violazioni, contraffazione, revoca, sanzioni e risarcimenti. E una procedura unica per la registrazione del brevetto europeo, che semplifica gli adempimenti per le imprese (con un’unica domanda si ottiene un brevetto valido in tutti i paesi UE).

Da un punto di vista strettamente processuale, la novità più importante è l’inversione dell’onere della prova quando si vuole far valere in giudizio la decadenza del marchio per mancato utilizzo; significa che sarà il titolare del marchio e non l’attore a dover provare che il marchio non è decaduto.

Quanto costerà registrare un marchio/brevetto?

Lo scopo principale del Brevetto Unico Europeo è quello di rendere la registrazione del marchio o dei brevetti uniforme all’interno degli Stati membri, soprattutto sotto il punto di vista dei costi.

Infatti, prima che la disciplina fosse unitaria, registrare un marchio/ brevetto in ciascun Paese dell’Ue poteva avere dei costi molto elevati, fino a raggiungere i 36.000 euro per una copertura completa. Adesso invece il costo dovrebbe essere notevolmente inferiore, anche se per l’Italia c’è una nota negativa.

Nonostante l’insistenza del Governo italiano, l’Ue ha confermato il principio del trilinguismo (francese, inglese e tedesco) che provoca per il Nostro Paese un costo aggiuntivo: infatti, oltre all’imposta di registrazione, le aziende italiane dovranno pagare le spese di traduzione della richiesta in una delle lingue ufficiali, con un costo aggiuntivo di circa 30% in più rispetto agli altri Paesi Ue.

Ad ogni modo, le domande di protezione di marchi e brevetti dovrebbero avere un costo unitario che va da un minimo di 4.725 euroad un massimo di 6.500 euro, con una copertura in tutti e 26 gli Stati membri, mentre la disciplina attuale sul deposito del marchio prevede la protezione unicamente sul territorio nazionale.

In caso di mancato rispetto della tutela industriale, le aziende italiane potranno rivolgersi ad un Tribunale Unificato delle controversie brevettuali che vigila sul rispetto degli accordi internazionali presi.

 

 

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