Con la pubblicazione sulla G.U. n. 304 del 30/12/19 entra in vigore la legge di Bilancio 2020, n. 160 del 27 dicembre 19.
Sul fronte delle agevolazioni alle imprese diverse sono le novità.
Purtroppo, come da prassi in Italia, anche questo nuovo governo ha, di fatto, modificato la normativa, anche la più recente, relativa alle agevolazioni alle imprese esistenti, riducendo l’entità di alcuni incentivi alle imprese, depotenziando di fatto alcuni strumenti che ben avevano fatto per cercare di dare nuova linfa all’asfittico sistema economico e produttivo nazionale, creandone degli altri ma con risorse finanziarie a volte esigue.
Comunque, con la positività che accomuna consulenti ed imprese, sperando in un quadro economico in sviluppo e in una politica meno miope e più vicina al tessuto imprenditoriale sano che è il vero motore di un Paese, facciamo una breve sintesi schematica delle novità introdotte che riguardano gli incentivi alle imprese.
Come novità significative si ha: l’estensione del “bonus ricerca e sviluppo” alle attività di transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative, quali quelle di design e ideazione estetica; la conferma del “bonus formazione 4.0” e del credito d’imposta per la partecipazione a fiere internazionali; in sostituzione dell’iper e del super ammortamento, un nuovo credito d’imposta a favore di chi investe in beni strumentali nuovi; il ripristino dell’Ace, con contestuale abrogazione della mini Ires; la proroga del credito d’imposta per chi acquista beni strumentali destinati a strutture produttive nei comuni del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016 e di quello riservato a chi investe nelle regioni del Mezzogiorno.
Commi da 184 a 197
Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali (ex super ed iper ammortamento)
Introdotto, in sostituzione delle discipline dell’iper e del super ammortamento operative nel 2019, un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, compresi quelli immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0. Riguarda tutte le imprese residenti sul territorio dello Stato e, con riferimento ad alcuni beni, anche i professionisti.
Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, ad eccezione dei fabbricati e costruzioni. Sono inoltre agevolabili gli investimenti in beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.
Per i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0» beni ricompresi nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232 (che prima rientravano nel concetto di iperammortamento) il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, e nella misura del 20%, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro, e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.
Per i beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0», ricompresi nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 15%, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro.
Per gli investimenti aventi a oggetto beni diversi da quelli indicati precedentemente (quelli prima rientranti nel concetto di “super ammortamento” il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 6% del costo. Per queste tipologie di investimenti il credito d’imposta si applica anche agli investimenti effettuati dagli esercenti arti e professioni.
Il credito di imposta è utilizzabile in compensazione in 5 quote annuali di pari importo a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione di beni.
Commi da 198 a 209
Credito d’imposta per la competitività delle imprese
La disciplina sostituisce l’attuale credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo
Introdotto, per il 2020, un nuovo credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative, quali quelle di design e ideazione estetica
Sono previsti 3 tipologie di crediti:
- In misura pari al 12% per gli investimenti in ricerca & sviluppo, ricerca fondamentale ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico;
- In misura pari al 6% per le attività di innovazione tecnologica, per le attività finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione u nuovi o sostanzialmente migliorati. In caso di attività collegate alla transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 allora il credito è riconosciuto in misura pari al 10%;
- In misura pari al 6% per le attività di design e ideazione estetica svolte dalle imprese dei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo e della ceramica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari.
Al contrario di quanto è avvenuto sino ad ora per il credito in Ricerca & Sviluppo il credito sarà utilizzabile in compensazione in 3 quote annuali di pari importo. Inoltre sarà necessaria una specifica comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico.
Un decreto Mise, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio, definirà le modalità attuative della norma.
Commi da 210 a 217
Bonus formazione 4.0
Confermato per il 2020, con alcune modifiche, il credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente, finalizzate all’acquisizione e al consolidamento di competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione delle imprese previste dal “Piano nazionale industria 4.0”.
Queste le principali novità:
- è rimodulato il limite massimo annuale del credito;
- la misura del bonus è incrementata al 60% se l’attività di formazione riguarda lavoratori svantaggiati o ultra svantaggiati;
- il credito non spetta alle imprese destinatarie di sanzioni interdittive;
- scompare l’obbligo di disciplinare espressamente lo svolgimento delle attività di formazione in contratti collettivi aziendali o territoriali.
Comma 218
Credito d’imposta per investimenti nel Centro Italia
Prorogato a tutto il 2020 il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi per i comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dal sisma del 2016.
Il credito d’imposta Sisma – istituito dall’articolo 18-quater del D.L. n. 8/2017 (convertito, con modificazioni, dalla l. n. 45/2017), e successivamente modificato dall’articolo 44, comma 1, del D.L. n. n. 50/2017 (convertito, con modificazioni, dalla l. n. 96/2017) – è riconosciuto alle imprese per gli investimenti avviati dal 6 aprile 2018 e realizzati entro il 31 dicembre 2020 nei Comuni delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici verificatisi a decorrere dal 24 agosto 2016.
Il credito d’imposta spetta nelle misure pari al 25% per le grandi imprese, al 35% per le medie imprese e al 45% per le piccole imprese (tetto massimo per ciascun progetto d’investimento pari a: 3 milioni per le piccole imprese, 10 milioni per le medie imprese, 15 milioni per le grandi imprese).
Comma 225
Imprenditori agricoli florovivaistici
Per le attività dirette alla commercializzazione di piante vive e prodotti della floricoltura, acquistate da imprenditori agricoli florovivaistici, nei limiti del 10% del volume di affari, da altri imprenditori florovivaistici, il reddito si calcola applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni rilevanti ai fini Iva, il coefficiente di redditività del 5%
Commi da 226 a 229
Sabatini ter
Viene prorogata la “Sabatini ter”, strumento agevolativo con il quale il MISE riconosce alle PMI un contributo a copertura degli interessi sui finanziamenti bancari, od operazioni in leasing finanziario, calcolati su un piano di ammortamento di durata di 5 anni per gli investimenti realizzati per acquistare beni strumentali.
I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali e altri beni. Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a immobilizzazioni in corso e acconti. I beni oggetto dell’investimento devono avere autonomia funzionale e devono essere correlati con l’attività produttiva dell’impresa.
Riconfermate, altresì, le misure agevolative per gli investimenti realizzati dalle PMI in tecnologie digitali (come big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification) e sistemi di tracciamento – pesatura dei rifiuti.
Una quota, pari al 30% delle risorse stanziate, è riservata alla concessione dei contributi statali “maggiorati” del 30% per gli investimenti Industria 4.0.
Tale maggiorazione è elevata al 100% per le micro e piccole imprese che effettuano investimenti “Industria 4.0” nelle regioni del Mezzogiorno, Abruzzo e Molise.
Una quota, pari al 25% delle risorse stanziate, è destinata alle micro, piccole e medie imprese a fronte dell’acquisto, anche mediante operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi. Per tali operazioni, i contributi statali sono rapportati agli interessi calcolati, in via convenzionale, sul finanziamento a un tasso annuo del 3,575%.
Comma 287
Aiuto alla crescita economica (Ace)
Ripristinata, con decorrenza dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, la disciplina Ace, finalizzata a incentivare la patrimonializzazione delle imprese. Il meccanismo consente di dedurre un importo pari al rendimento figurativo, calcolato con l’aliquota dell’1,3%, degli incrementi di capitale effettuati mediante conferimenti in denaro e accantonamenti di utili a riserva. Contestualmente, sono abrogate le misure di riduzione dell’Ires, che erano state introdotte al posto dell’Ace
Commi da 288 a 290
Incentivi all’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici
Istituito un fondo con dotazione di 3 miliardi annui per il 2021 e il 2022 per attribuire rimborsi in denaro a chi, non nell’esercizio di attività di impresa o professione, effettua abitualmente acquisti con strumenti di pagamento elettronici. Le modalità attuative saranno individuate da un decreto Mef entro il 30 aprile 2020
Comma 300
Credito d’imposta per partecipazione a fiere internazionali
Esteso al 2020 il credito d’imposta, introdotto dal “decreto crescita” per il solo anno 2019, a favore delle piccole e medie imprese italiane che partecipano a manifestazioni fieristiche internazionali di settore. È pari al 30% delle spese sostenute per l’affitto e l’allestimento degli spazi espositivi e di quelle per attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione connesse alla partecipazione, fino a un massimo di 60 mila euro.
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Comma 316
Zone economiche speciali (Zes)
Estesa la fruibilità del credito d’imposta per gli investimenti nelle Zes: va commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2022, non più entro il 2020. Istituita, inoltre, la zona franca doganale nell’area portuale di Taranto, per incentivare il recupero delle potenzialità e sostenere l’occupazione
Comma 319
Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno
Prorogato al 31 dicembre 2020 il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive nelle zone assistite ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo istituito con la legge di Stabilità 2016 modificata in seguito dal cosiddetto “Decreto Mezzogiorno”. https://piccolocafagnaassociati.it/finanza-agevolata/credito-dimposta-per-gli-investimenti-nel-mezzogiorno-istruzioni-operative-per-la-fruizione/
Si ricorda che sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento iniziale relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti ed attrezzature, destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nei territori agevolabili. Non sono agevolabili gli investimenti di “mera sostituzione”. I beni di investimento devono caratterizzarsi dalla “strumentalità” rispetto alla attività esercitata dall’impresa beneficiaria del credito di imposta.
L’agevolazione consiste in un credito di imposta riconosciuta nella seguente misura massima:
- 45% per le piccole imprese
- 35% per le medie imprese
- 25% per le grandi imprese.
L’agenzia delle Entrate provvederà in tempi rapidi ad aggiornare il software per la compilazione delle domande per gli investimenti da effettuare nel periodo di imposta 2020, richiedendo il contributo sotto forma di credito di imposta.
Comma 320
Resto al Sud
Si interviene sulla misura in favore dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno, denominata «Resto al Sud», stabilendo che, per l’anno 2019 e per l’anno 2020, il requisito del limite di età, come modificato dalla legge di bilancio 2019 (compreso tra i 18 e i 45 anni), si intende soddisfatto se posseduto alla data di entrata in vigore della legge n. 145 del 2018, dunque alla data del 1° gennaio 2019.
Commi da 321 a 325
Fondo “Cresci al Sud”
Al fine di rafforzare ed ampliare il sostegno al tessuto economico-produttivo delle regioni del Mezzogiorno, è istituito il fondo denominato «Fondo “Cresci al Sud”», a sostegno della competitività e della crescita dimensionale delle piccole e medie imprese, aventi sede legale e attività produttiva nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Si parte con una dotazione di 250 milioni tra il 2020 e il 2021 (rispettivamente 150 il primo anno e 100 il secondo) provenienti dalle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Il Fondo opera investendo nel capitale delle imprese unitamente e contestualmente a investitori privati indipendenti. L’investimento nel capitale di ciascuna impresa target è finanziato, secondo le modalità definite nel regolamento di gestione del Fondo, anche da risorse apportate dagli investitori privati, che saranno individuati attraverso una procedura aperta e trasparente.
La gestione è affidata ad Invitalia, che può anche avvalersi della Banca del Mezzogiorno e di altre società interamente partecipate. Quote aggiuntive del Fondo possono essere sottoscritte anche da investitori istituzionali, pubblici e privati, individuati dalla medesima Agenzia, da Cassa depositi e prestiti, dalla Banca europea per gli investimenti e dal Fondo europeo per gli investimenti.
ALCUNE AGEVOLAZIONI DI NATURA FISCALE:
Commi da 346 a 347
Detrazione per lo studio e la pratica della musica
Istituita dal 2021 una detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute, fino a un massimo di 1.000 euro e anche nell’interesse di familiari a carico, da contribuenti con reddito complessivo non superiore a 36mila euro, per l’iscrizione annuale e l’abbonamento di ragazzi tra i 5 e i 18 anni a conservatori di musica, istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica legalmente riconosciute, scuole di musica iscritte nei registri regionali nonché cori, bande, e scuole di musica riconosciuti da una P.A.
Commi da 355 a 356
Esenzione canone tv
Fissata stabilmente a 8mila euro annui la soglia reddituale per le persone di almeno 75 anni che vogliono accedere all’esenzione dal pagamento del canone tv. Con riferimento al requisito di non avere conviventi titolari di un reddito proprio, viene specificato che non rilevano collaboratori domestici, colf e badanti.
Comma 361
Detrazione per spese veterinarie
Innalzato a 500 euro l’importo massimo detraibile delle spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva
Comma 393
Bonus edicole
Si tratta di un credito di imposta spettante (per il biennio 2019-2020) agli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici. Il bonus è esteso anche agli esercizi che, anche se non esclusivamente dedicati alla vendita di giornali, rappresentano l’unico punto vendita al dettaglio di tali prodotti nel comune di riferimento (come, ad esempio, i bar nelle aree di servizio, nelle stazioni ferroviarie, le rivendite di generi di monopolio, ecc.). Per il 2020, con la nuova legge di bilancio, il credito d’imposta a favore delle edicole è esteso anche agli esercenti un’attività commerciale non esclusivamente rivolta alla vendita di giornali pur quando non rappresenta l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento (nel 2019, invece, tali soggetti erano esclusi dal bonus).
L’agevolazione è parametrata:
– agli importi pagati per Imu, Tasi, Cosap e Tari per i locali in cui è svolta l’attività di vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici;
– alle eventuali spese di locazione;
– ad altre spese che saranno individuate con Dpcm entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio.
Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite il modello F24 nella misura massima di 2mila euro.
Comma 509
Colture arboree pluriennali
Incrementata del 20%, per il triennio 2020-2022, la quota di ammortamento deducibile dalle imposte sui redditi, a fronte di spese sostenute per investimenti in nuovi impianti di colture arboree pluriennali, con l’esclusione dei costi relativi all’acquisto dei terreni
CommI da 513 a 514
Oleoturismo
Le disposizioni dettate dalla legge di bilancio 2018 per l’enoturismo, in particolare la determinazione forfetaria dell’imponibile Irpef con un coefficiente di redditività del 25% e, a talune condizioni, l’applicazione di un regime forfettario Iva, dal 2020 sono estese alle attività di oleoturismo: visite nei luoghi di coltura, produzione o esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’ulivo; degustazione e vendita delle produzioni aziendali; iniziative didattiche e ricreative nei luoghi di coltivazione e produzione
Per la verifica della vostra idea progettuale oppure per ulteriori approfondimenti in merito a programmi di investimento, agevolazioni finanziarie e pratiche bancarie, potete contattare il nostro STUDIO ubicato a Barletta al viale G. Marconi n. 8, e nello specifico il dott. Roberto Piccolo ai seguenti recapiti:
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