OK della Commissione UE: 6,3 miliardi al piano Transizione 5.0 con crediti di imposta

1 Gennaio 2024
Roberto Piccolo

Via libera da parte della Commissione Europea alla proposta italiana di modifica del PNRR con l’integrazione del RePowerEU e 6,3 miliardi per il Piano Transizione 5.0.

Il piano prevede incentivi articolati in tre moduli:

  • efficienza energetica,
  • autoconsumo

L’investimento “Transizione 5.0” (codice M7.I15) sostiene la transizione energetica dei processi produttivi verso un modello di produzione efficiente dal punto di vista energetico, sostenibile e basato sulle fonti rinnovabili.

L’obiettivo del piano – si legge nel documento della Commissione – è di aumentare l’efficienza energetica e di implementare l’autoproduzione di energia rinnovabile nelle imprese, portando a un risparmio cumulativo di 0,4 Mtep nei consumi energetici nel periodo 2024-2026.

 

Il Piano Transizione 5.0 partirà con una dotazione di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025: risorse queste che si sommeranno a quelle già previste per il piano Transizione 4.0.

Si tratterà di due incentivi complementari: mentre il Transizione 4.0 continuerà a incentivare l’acquisto di beni 4.0, il piano Transizione 5.0 prevederà incentivi per quegli investimenti in beni e attività che generino risparmi energetici o apportino miglioramenti dell’efficienza energetica.

I 6,3 miliardi per il piano Transizione 5.0 fanno parte delle più ampie risorse che il piano RePower EU porterà all’interno del PNRR, che è stato a sua volta rivisto e ha ora un valore di 194,4 miliardi di euro.

Il documento di revisione del PNRR era stato presentato dal governo la scorsa estate e proponeva sia delle modifiche al piano nazionale di ripresa e resilienza – con la rimozione di alcuni interventi giudicati irrealizzabili e la riallocazione delle risorse relative – che del capitolo dedicato al REPowerEU, la strategia dell’UE per svincolarsi dalla dipendenza dal gas russo e accelerare la transizione energetica.

 

Il piano Transizione 5.0 in tre moduli per complessivi 6,3 miliardi

I dettagli del piano Transizione 5.0 saranno contenuti in un decreto legge dedicato in arrivo tra dicembre e gennaio, Fine modulo

tuttavia dalla lettura dei documenti della Commissione emergono i contorni della struttura generale del piano a cui sono dedicati 6,3 miliardi così distribuiti:

  • 780 milioni per il piano Transizione 5.0 modulo “energy efficiency”
  • 890 milioni per il piano Transizione 5.0 modulo “Autoconsumo e autoproduzione”
  • 630 milioni per il piano Transizione 5.0 modulo “Formazione”.

 

I dettagli delle misure del Piano Transizione 5.0

Il piano Transizione 5.0 prevede dei crediti d’imposta in relazione alle spese sostenute tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025 per le imprese che investiranno in una di queste tre attività:

  1. acquisto di beni strumentali materiali o immateriali 4.0
  2. acquisto di beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili (ad esclusione delle biomasse)
  3. spese per la formazione del personale in competenze per la transizione verde.

Queste attività dovranno produrre dei risultati misurati in termini di efficienza energetica o risparmio di energia. E l’intensità del beneficio fiscale aumenterà in base ai miglioramenti conseguiti.

Il Piano Transizione 5.0 prevederà infatti delle aliquote (almeno tre) che saranno legate a due possibili benefici

  • nel caso degli investimenti in beni 4.0, il risparmio energetico conseguito nei processi target. Questo risparmio dovrà essere pari ad almeno il 5% rispetto ai consumi precedenti per gli stessi processi
  • nel caso di attività non legate a specifici processi target, la riduzione del consumo finale di energia di almeno il 3%.

 

La certificazione ex ante e ex post

Per essere ammissibile, il progetto deve essere certificato “ex ante” da un valutatore indipendente che attesti che il progetto di innovazione rispetta i criteri di ammissibilità relativi alla riduzione del consumo totale di energia.

Successivamente una seconda certificazione “ex-post” dovrà attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti in conformità alle disposizioni della certificazione ex-ante.

Una parte delle somme messe a budget sarà destinato allo sviluppo di una piattaforma informatica per:

  1. gestire le certificazioni presentate dai beneficiari;
  2. facilitare la valutazione, lo scambio e la gestione dei dati utilizzati per l’analisi;
  3. per le attività di monitoraggio e controllo.

 

Post tratto da un articolo pubblicato su “Innovationpost.it”