Approvata la nuova Carta degli Aiuti Regionali 2022 – 2027 con l’incremento delle intensità di agevolazioni nel Mezzogiorno

2 Gennaio 2022
Roberto Piccolo

L’Europa è sempre stata caratterizzata da notevoli disparità regionali in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione.

Gli AIUTI DI STATO A FINALITÀ REGIONALE mirano a sostenere lo sviluppo economico delle zone svantaggiate d’Europa, garantendo nel contempo parità di condizioni tra gli Stati membri.

La Commissione europea ha approvato la carta dell’Italia per la concessione degli aiuti a finalità regionale dal 1º gennaio 2022 al 31 dicembre 2027 nel quadro degli orientamenti riveduti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale accogliendo il documento presentato dall’Italia che definisce le zone ammissibili agli aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027, nel quadro delle nuove linee guida in materia approvate lo scorso 19 aprile. Carta degli aiuti a finalità regionale per l’Italia

Aiuti di Stato: la Commissione adotta orientamenti riveduti in materia di Aiuti di Stato: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_21_1825

 

Considerando le notevoli disparità territoriali in Europa in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione, il regime di aiuti di Stato a finalità regionale nasce con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle zone svantaggiate, garantendo nel contempo parità di condizioni tra i 27 Stati membri.

Negli orientamenti riveduti approvati da Bruxelles, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2022, non solo sono state definite le condizioni alle quali gli aiuti a finalità regionale possono essere considerati compatibili con il mercato interno, ma anche i criteri per individuare le zone che soddisfano le condizioni di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettere a) e c), TFUE, rispettivamente note come “zone a” e “zone c”.

 

Queste linee guida, inoltre, offrono ai Paesi dell’Unione maggiori possibilità di dare sostegno alle Regioni che affrontano delle sfide strutturali, come ad esempio lo spopolamento, affinché possano contribuire pienamente alla transizione verde e digitale.

In virtù degli obiettivi di coesione che sono al centro delle politiche comunitarie, in questo contesto si inserisce la carta dell’Italia per la concessione degli aiuti a finalità regionale.

 

Aiuti di stato, Regioni ammissibili e intensità delle agevolazioni:

La carta degli aiuti di Stato a finalità regionale dell’Italia stabilisce quali siano le Regioni ammissibili alle agevolazioni e l’intensità massima di aiuto, ossia l’importo limite dell’aiuto che può essere concesso per ciascun beneficiario, espresso sotto forma di percentuale dei costi di investimento.

In base alle nuove linee guida sugli aiuti di Stato a finalità regionale, il regime riguarda un gruppo ben definito di Regioni che ospitano il 41,99% della popolazione italiana, nel dettaglio:

  • Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna rientrano tra le regioni più svantaggiate dell’UE, con un PIL pro capite inferiore al 75% della media UE. Queste Regioni, riconosciute come “zone a”, sono ammissibili agli aiuti di Stato con un’intensità massima per le grandi imprese comprese tra il 30% e il 40%, in funzione del PIL pro capite della zona di appartenenza;

 

  • l’Italia ha la possibilità di designare le cosiddette “zone c non predefinite” per un massimo del 9,99% della popolazione nazionale. Questo procedimento può avvenire anche in un secondo momento, attraverso una o più modifiche alla carta degli aiuti a finalità regionale approvata da Bruxelles.

 

Le regioni sono ammissibili agli aiuti con intensità massime di aiuto:

  • per le grandi imprese comprese tra il 30% e il 40%, in funzione del PIL pro capite della “zona a” di appartenenza;
  • una maggiorazione – rispetto alla intensità di aiuto prevista per le grandi imprese – di 10 punti percentuali per gli investimenti delle imprese di medie dimensioni;
  • una maggiorazione – rispetto alla intensità di aiuto prevista per le grandi imprese – di 20 punti percentuali per gli investimenti delle piccole imprese (per i loro investimenti iniziali con costi ammissibili fino a 50 milioni di EUR).

In tutte le zone menzionate le intensità massime di aiuto possono essere maggiorate di 10 punti percentuali per gli investimenti delle imprese di medie dimensioni e di 20 punti percentuali per gli investimenti – in particolare quelli iniziali con costi ammissibili fino a 50 milioni di euro – delle piccole imprese.

Una volta definito un futuro piano territoriale per una transizione giusta nell’ambito del regolamento sul Fondo per una transizione giusta, l’Italia avrà la possibilità di notificare una modifica della carta degli aiuti a finalità regionale approvata, al fine di applicare un potenziale aumento dell’intensità massima di aiuto nelle future aree di transizione giusta, come specificato negli orientamenti riveduti per le “zone a”.

La Commissione Europea ha approvato la carta degli aiuti a finalità regionale dell’Italia accogliendo le proposte fatte dalle autorità italiane ovvero:

  • di applicare un’intensità massima di aiuto per le grandi imprese pari al 40% nelle regioni ITF3 Campania, ITF4 Puglia, ITF6 Calabria e ITG1 Sicilia;
  • di applicare un’intensità massima di aiuto per le grandi imprese pari al 30% nelle regioni ITF2 Molise, ITF5 Basilicata e ITG2 Sardegna per l’intero periodo dal 1º gennaio 2022 al 31 dicembre 2027.

 

Il punto 179 degli orientamenti stabilisce che l’intensità massima di aiuto per le grandi imprese situate nelle “zone a”:

  • il cui PIL pro capite è superiore al 55% e inferiore o uguale al 65% della media UE-27 non deve superare il 40%;
  • il cui PIL pro capite è superiore al 65 % della media UE-27 (ma non superiore al 75%), l’intensità di aiuto per le grandi imprese non deve superare il 30%.

Ebbene le autorità italiane, alla luce del PIL pro capite di ciascuna regione hanno evidenziato i seguenti PIL pro capite per ciascuna delle “zone A”:

Regioni in       “zona A” PIL pro capite (rispetto alla media UE) Intensità di aiuto per GRANDI imprese Intensità di aiuto per MEDIE imprese Intensità di aiuto per PICCOLE imprese
ITF3 Campania 62,67% 40% 50% 60%
ITF4 Puglia 63,33% 40% 50% 60%
ITF6 Calabria 57,33 40% 50% 60%
ITG1 Sicilia: 59,67% 40% 50% 60%
ITF2 Molise 69,33% 30% 40% 50%
ITF5 Basilicata 74,67% 30% 40% 50%
ITG2 Sardegna 70,33% 30% 40% 50%

 

La nuova carta degli aiuti di stato a finalità regionale 2022-2027 per l’Italia ha, pertanto, determinato:

  1. aumento dell’intensità di aiuto per le grandi imprese che passa dal 25% al 30% in Basilicata, Sardegna e al 40% in Puglia, Calabria, Sicilia e Campania;
  2. conseguente possibilità per le piccole imprese del Mezzogiorno, pertanto, di ottenimento di aiuti fino al 60% degli investimenti ammissibili (dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2027);
  3. inserimento del Molise in zona A il che garantisce a tutta la regione di esser ammessa alla intensità di aiuto di Basilicata e Sardegna (si veda punto 1) superando l’inquadramento previsto fino al 31.12.2021 il quale obbligava a verificare i comuni della regione ammessi ad agevolazione e quelli esclusi (e comunque prevedeva l’applicazione di una intensità di agevolazione ridotta rispetto a quella prevista per le regioni del sud).

La versione non riservata della decisione odierna sarà consultabile sotto il numero SA.100380 (nel registro degli aiuti di Stato) sul sito web della DG Concorrenza. Le nuove decisioni relative agli aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di concorrenza.

La Legge finanziaria per il 2022 ha già previsto all’art.175 la modifica della disciplina per il “Credito d’imposta per il Mezzogiorno” contenuta nella L.208/15 prevedendo l’adeguamento della mappa dei territori beneficiari alla nuova Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 con conseguente applicazione agli investimenti in Molise di un’intensità di credito superiore rispetto a quella usata fino a oggi.

Si aspetta, ora, la integrazione di questa nuova disciplina ai prossimi bandi in uscita.