INCENTIVI FISCALI PER LE IMPRESE DEL SUD ITALIA (legge di stabilità 2016)

31 Marzo 2016
francescodicandia

La legge di stabilità 2016 ha stanziato 617 milioni all’anno, per incentivare gli investimenti delle imprese del Sud Italia. E’ prevista un’agevolazione fiscale, richiedibile dal 30 giugno 2016 fino al 31 dicembre 2019, in forma telematica all’Agenzia delle Entrate, associata ad investimenti legati all’acquisto (anche mediante contratto di leasing) di macchinari, impianti e attrezzature.

A chi si rivolge

L’agevolazione è riservata a chi produce reddito d’impresa. A differenza di altri aiuti di stato, la seguente misura include la maggior parte delle imprese del Mezzogiorno.

Anche le imprese agricole potranno beneficiare del bonus. Dunque anche le imprese attive nella produzione primaria, della pesca e dell’acquacoltura, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura. Gli aiuti sono concessi nei limiti e alle condizioni previsti dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale e delle zone rurali e ittico.

Non sono ammesse al bonus le imprese che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo.

Investimenti ammissibili

Le imprese rientranti potranno usufruire dell’agevolazione fiscale, con riferimento agli investimenti legati all’acquisto anche mediante contratto di leasing, di macchinati, impianti e attrezzature, destinate a strutture produttive già esistenti o nascenti nel Mezzogiorno.

I beni acquistati con il beneficio del bonus dovranno rimanere nella sede produttiva per almeno cinque esercizi successivi alla loro entrata in funzione.

Agevolazione

Il credito d’imposta maturato potrà essere utilizzato soltanto in compensazione, ossia come riduzione dei versamenti di altri tributi. Un iter che dovrà avvenire attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Tetto massimo per ciascun investimento: costo complessivo dei beni 1,5 milioni per le PMI; 5 milioni per le medie imprese e 15 milioni per le grandi imprese.

Le imprese interessate a sfruttare l’agevolazione dovranno presentare la comunicazione esclusivamente in via telematica tramite i servizi online Fisconline o Entratel a partire dal prossimo 30 giugno (fino al 31 dicembre 2019).

Calcolo del Bonus

Il bonus previsto è del 20% per le imprese di piccole dimensioni, del 15% per quelle di medie dimensioni e del 10% per le grandi imprese.

La percentuale prevista è calcolabile sul prezzo di vendita del cespite detratto della quota di ammortamento prevista per l’anno per cui si richiede l’agevolazione.

Ad esempio considerando un cespite dal valore di 1.000.000 euro e con una quota di ammortamento pari a 200.000 euro, il bonus del 20% non si calcolerà su 1 milione di euro ma su 800 mila euro (1.000.000 euro – 200.000 euro) . L’agevolazione spettante invece che essere 200 mila euro sarà 160 mila euro. Nel caso di azienda con più unità produttive gli ammortamenti da dedurre sono solo quelli relativi all’unità produttiva interessata dal credito di imposta.

Limitazioni e doppia opportunità per il Sud

Il credito d’imposta non potrà essere cumulato con altri aiuti di Stato. Tenendo ben presente la seguente limitazione è utile considerare che il maxiammortamento al 140%, previsto sempre dalla citata Legge di Stabilità del 2016, è compatibili con il credito d’imposta. Nessuna cumulabilità, invece, con la Sabatini che si configura come un aiuto di Stato.

 

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