Sta per concretizzarsi l’entrata, nel panorama della finanza agevolata a supporto delle imprese, dell’atteso piano “TRANSIZIONE 5.0”, nel decreto PNRR che a breve approderà in un prossimo Consiglio dei Ministri, che detterà le regole e tutte le norme per l’attuazione del “nuovo” PNRR, cioè la versione del piano nazionale di ripresa e resilienza rivista per integrare le modifiche concordate dall’Italia con la Commissione Europea e che include le nuove risorse provenienti dal programma RePowerEU.
OBIETTIVI DELLA “TRANSIZIONE 5.0”
Gli obiettivi della transizione 5.0 sono:
– Incrementare l’efficienza energetica e promuovere l’adozione dell’autoproduzione di energia rinnovabile nelle imprese, con l’obiettivo di conseguire un risparmio cumulativo di 0,4 Mtep nei consumi energetici nel periodo 2024-2026;
– Sostenere la digitalizzazione delle imprese, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, come la robotica avanzata, l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things, la stampa 3D e il cloud computing;
– Promuovere la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali.
INVESTIMENTI AMMISSIBILI:
Il piano introduce un incentivo alla doppia transizione dei processi produttivi (digitale ed energetica) a fronte di nuovi investimenti da effettuarsi nel biennio 2024 – 2025.
Potranno accedere a questi incentivi le imprese di qualsiasi dimensione, forma giuridica, localizzazione ed attività economica che presenteranno un progetto di innovazione finalizzato a ridurre i consumi energetici di almeno il 3% (oppure in alternativa risparmio energetico conseguito almeno del 5% per quanto riguarda i processi legati agli investimenti 4.0) e basato esclusivamente sui beni strumentali materiali (macchine utensili, robot, magazzini automatizzati, ecc.) e immateriali (software) tecnologicamente avanzati ed interconnessi ai sistemi di fabbrica come da piano Industria 4.0.
A condizione di aver rispettato i precedenti requisiti di base, saranno inclusi gli investimenti in beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili (escluse le biomasse) e le spese di formazione del personale in competenze per la transizione verde nel limite del 10% del valore del progetto.
LE AGEVOLAZIONI:
Per il biennio 2024-2025, le aliquote di agevolazione saranno calcolate in base al risparmio energetico ottenuto, dimostrando così un impegno concreto verso la sostenibilità, con 9 possibili differenti aliquote incrociando i volumi di investimenti previsti con i risultati in termini di risparmio energetico, secondo il seguente schema riepilogativo:
| Classe efficienza energetica | |||
| Fascia di investimento | 1^ | 2^ | 3^ |
| 0-2,5 mln. | 35% | 40% | 45% |
| 2,5-10 mln. | 15% | 20% | 25% |
| 10-50 mln. | 5% | 10% | 15% |
CERTIFICAZIONE DEL PROGETTO DI INVESTIMENTI E DEI RISULTATI OTTENUTI:
Un valutatore indipendente sarà incaricato di attestare la conformità del progetto di innovazione ai criteri di ammissibilità, con particolare attenzione alla riduzione del consumo totale di energia attraverso una certificazione “ex ante“. Un ulteriore passo sarà rappresentato dalla certificazione “ex-post“, che confermerà l’effettiva realizzazione degli investimenti in conformità alle disposizioni della certificazione ex-ante.
Di seguito, i soggetti autorizzati al rilascio delle certificazioni (anche detti, valutatori indipendenti):
- EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) accreditate UNI CEI 11339;
- ESCO accreditate UNI CEI 11352;
- Organizzazioni accreditate ISO50001;
- Geologi, ingegneri e periti industriali iscritti all’ordine professionale di riferimento.
TRANSIZIONE 4.0:
Le imprese che non raggiungeranno gli obiettivi di efficienza energetica ma acquisteranno beni tecnologicamente avanzati funzionali alla digitalizzazione potranno continuare a beneficiare degli attuali incentivi del piano Transizione 4.0 che dovrebbe continuare ad essere operativa nel biennio 2024-25.
Gli investimenti in beni materiali strumentali in chiave 4.0, riconducibili alle categorie previste dall’Allegato A della legge n. 232/2016, effettuati dalle imprese a decorrere dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2025 – oppure entro il 30 giugno 2026 a condizione che entro il 31 dicembre 2025 risulti accettato dal venditore il relativo ordine e sia stato effettuato il pagamento di un acconto in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione del bene – garantiscono un credito d’imposta pari al:
– 20% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
– 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
– 5% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.
Per i beni immateriali 4.0 il credito di imposta per il 2024 è riconosciuto nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro, mentre per il 2025 scende al 10%.
INFORMAZIONI ED ACCOMPAGNAMENTO NEI PROGETTI:
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