Si sintetizzano alcuni ulteriori obblighi che il legislatore ha posto in essere per gli Organi di controllo aziendali e che aspettano i professionisti per il 2025.
Legge di bilancio 2025 – nuovi obblighi per imprese ed Organi di controllo
La manovra di bilancio 2025, approvata il 28 dicembre 2024 anche al Senato, al comma 857, pone sostanzialmente un altro compito agli Organi di controllo aziendali.
Lo stesso recita nella seguente maniera:
“Gli organi di controllo, anche in forma monocratica, già costituiti o da costituire per il rispetto di quanto previsto dal presente comma, delle società, degli enti, degli organismi e delle fondazioni che ricevono, anche in modo indiretto e sotto qualsiasi forma, un contributo di entità significativa a carico dello Stato stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono allo svolgimento dei compiti e, secondo le responsabilità ad essi attribuiti in base alla normativa vigente, ad effettuare apposite attività di verifica intese ad accertare che l’utilizzo dei predetti contributi sia avvenuto nel rispetto delle finalità per le quali i medesimi sono stati concessi e a inviare annualmente al Ministero dell’economia e delle finanze una relazione contenente le risultanze delle verifiche effettuate. “
“Crisi di impresa”
Il Decreto Legislativo 136/2024, che modifica il Codice della Crisi e dell’Insolvenza (Dlgs 14/2019), entrato in vigore il 28/09/24, ha previsto ulteriori rafforzamenti ed obblighi per Sindaci e Revisori nell’ambito del monitoraggio aziendale in tema di “Crisi di impresa”.
I sindaci e i revisori devono segnalare tempestivamente agli amministratori la presenza di segnali di crisi o insolvenza, per permettere l’adozione di strumenti di composizione della crisi. La segnalazione deve essere fatta entro sessanta giorni dalla conoscenza delle condizioni di crisi o insolvenza.
Il Collegio sindacale/Sindaco unico ha un ruolo fondamentale nella gestione della crisi d’impresa, vigilando sulla conformità normativa e statutaria, sui principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili. Ha anche poteri-doveri da attivare in caso di inattività o omissioni degli amministratori, come convocare l’assemblea dei soci o richiedere il controllo giudiziario.
Il CNDCEC ha aggiornato le norme di comportamento per i sindaci, sottolineando l’importanza della vigilanza per la rilevazione tempestiva della crisi e della perdita di continuità aziendale. Le norme richiedono di monitorare squilibri economici, finanziari e patrimoniali e di verificare la sostenibilità dei debiti per i dodici mesi successivi.
Il revisore, oltre alle sue tradizionali funzioni, ora deve segnalare tempestivamente agli amministratori la presenza di segnali di crisi o insolvenza.
Durante le verifiche periodiche e di vigilanza particolare attenzione va dedicata alla verifica dei segnali previsti nel comma 4 dell’art. 3 del Codice della crisi di Impresa:
- esistenza di debiti per retribuzioni scaduti da almeno 30 giorni pari ad oltre la metà dell’ammontare complessivo mensile delle retribuzioni;
- debiti verso fornitori scaduti da almeno 90 giorni di ammontare superiore a quello dei debiti non scaduti;
- di esposizioni nei confronti delle banche e di altri intermediari finanziari che siano scaduti o abbiano superato il limite degli affidamenti da più di 60 giorni purché rappresentino complessivamente almeno il 5% del totale delle esposizioni;
- uno o più esposizioni debitorie scadute nei confronti di creditori “privilegiati”, quali INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Riscossioni.
Questa attività si basa su verifiche periodiche e procedure di revisione sul bilancio, in conformità agli standard ISA Italia 570. Il principio di revisione tratta delle responsabilità del revisore, nella revisione contabile del bilancio, relativamente all’utilizzo da parte della direzione del presupposto della continuità aziendale per la redazione del bilancio
Il principio di revisione ISA Italia 570 pone in capo agli amministratori la responsabilità di effettuare una valutazione specifica della capacità dell’impresa di continuare a operare come un’entità in funzionamento.
Tale principio prevede che i valori iscritti in bilancio siano considerati nel presupposto che l’azienda prosegua la sua attività nel suo normale corso, senza che vi sia né l’intenzione né la necessità di porre l’azienda in liquidazione o di cessare l’attività ovvero di assoggettarla a procedure concorsuali.
Focus sulla “Sostenibilità”
Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha approvato le nuove Norme di comportamento del collegio sindacale sia delle società quotate che di quelle non quotate che troveranno applicazione dal 1° gennaio 2025.
Entrambi i documenti tengono conto della pubblicazione del d.lgs. 6 settembre 2024, n. 125 recante “Attuazione della direttiva 2022/2464/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2022, recante modifica del regolamento 537/2014/UE, della direttiva 2004/109/CE, della direttiva 2006/43/CE e della direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la rendicontazione societaria di sostenibilità”, che ha reso opportuno inquadrare l’ambito operativo dell’organo di controllo – anche nel suo ruolo di comitato per il controllo interno e la revisione contabile – che, tenuto a vigilare sull’adeguatezza degli assetti e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, esercita altresì la vigilanza sulla rendicontazione di sostenibilità in chiave prospettica e di efficace prevenzione dei rischi.